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17/09/07

Come difendersi da contagi (bancari) e altri malanni

Abbecedario_c C come contagio.

Contagio bancario, s'intende!

Il timore del contagio, cioé che la corsa agli sportelli possa estendersi anche ad altri istituti di credito attivi sul mercato britannico oltre a Northern Rock, è stata raccontata all'agenzia di stampa AdnKronos da fonti degli sportelli londinesi delle banche italiane che però hanno chiesto di restare anonimi.
Ecco cosa dice l'AdnKronos:

"Il caso Northern Rock può innescare un 'effetto contagiò nella clientela britannica. Nelle filiali londinesi delle banche italiane si respira un'aria pesante e il rischio viene tenuto nella giusta considerazione: cautela e riservatezza attraverso i canali ufficiali, preoccupazione nei contatti informali. Tanto che chi accetta di parlare lo fa richiedendo l'anonimato. La comunitá bancaria italiana, che nella City vede schierati tutti gli istituti principali, da Unicredit a IntesaSanpaolo, passando per Mps, Ubi e Banco Popolare, ha vissuto un lunedì di tensione, nonostante i segnali distensivi fatti filtrare all'esterno. Soprattutto, è stata una giornata di attento studio della situazione. «Più intensi del solito i contatti con le sedi centrali, massima attenzione alle indicazioni raccolte dai front office, dal personale a diretto contatto con le aziende», sintetizza il responsabile della filiale del Regno Unito di una delle banche presenti a Londra. Il manager spiega: «Le lunghe file agli sportelli per "salvare" il proprio denaro potrebbero lasciare il segno nella fiducia degli altri correntisti», innescando un fenomeno di «emulazione e di allarme diffuso»".

Pare di rivivere la "bank run" illustrata magistralmente in "Mary Poppins": nel film del 1964 l'anziano banchiere della "Fidelity Fiduciary Bank" carpisce la monetina del pargolo del suo dipendente, il signor Banks, che strilla "Ridammi i miei soldi!". L'urlo finisce per arrivare ai clienti e si scatena il "bank run": i clienti, che capiscono fischi per fiaschi, temono che la banca sia insolvente e ciò scatena il panico perché tutti chiedono l'immediata restituzione dei depositi. Il panico si risolve solo quando vengono diffuse notizie certe sulla solidità e solvibilità della banca.

Ecco la scena del film della Disney in cui il banchiere senza volerlo mette in moto il meccanismo che rischia di condurre il suo istituto al disastro:



Pensate che il meccanismo descritto da "Mary Poppins" sia troppo semplicistico, oppure che un film per bambini non possa descrivere appropriatamente i meccanismi dell'economia? Beh, avete torto!

La Federal Reserve Bank di Cleveland (Ohio), uno degli istituti del sistema che costituisce la Banca centrale degli Stati Uniti, ha utilizzato proprio "Mary Poppins" per spiegare cosa sia il "bank run", come dimostra questo interessante documento (file Acrobat, .Pdf), e per dimostrare come la prima fonte dei "bank run" sia la diffusione di informazioni errate, fuorvianti e in grado di scatenare il panico.

Già, direte voi. E adesso che ce l'hai spiegato, cosa cambia? Come possiamo difenderci dal "bank run"?

Ma lo spiega "Mary Poppins": proprio con una sana informazione finanziaria, in grado di scongiurare attacchi di panico!

I depositi bancari in Italia sono garantiti dal Fondo interbancario di garanzia dei depositi, un organismo costituito nel 1987 nella forma di consorzio volontario tra istituti di credito che è oggi un consorzio obbligatorio di diritto privato, riconosciuto dalla Banca d’Italia.

Il Fondo assicura i depositi garantendo "una delle componenti fondamentali su cui si fonda la rete di sicurezza tesa ad assicurare la stabilità del sistema bancario... evitando al contempo traumatiche ripercussioni per i depositanti in caso di dissesti bancari". In sostanza, poiché una Direttiva dell'Uniopne Europea, la numero 19 del 1994, prevedeva un livello minimo di garanzia di 20.000 euro per ogni cliente bancario che abbia un deposito, il Parlamento italiano, quando l'ha recepita nella legislazione nazionale (con il Decreto Legge numero 659 del 4 dicembre 1996), ha previsto che il limite massimo di rimborso, richiamato dallo Statuto del Fondo, per ciascun depositante "non può essere inferiore a 103.291,38 euro". Il Fondo Interbancario "garantisce, nei limiti previsti dallo Statuto, i depositanti delle banche italiane, delle succursali di queste negli altri paesi comunitari, nonchè delle succursali in Italia di banche comunitarie ed extracomunitarie consorziate".

Ma l'italia non è l'unico Paese ad avere forme di garanzia dei depositi bancari. Strumenti di questo tipo sono: basta fare una capatina sul sito della International Association of Deposit Insurers (IADI), l'Associazione internazionale degli organismi di assicurazione dei depositi bancari, per scoprire che simili sistemi di garanzia "di ultima istanza" funzionano già contro i "bank run" in 95 Paesi, dalla A di Albania alla Z di Zimbabwe, mentre altri 23 Paesi (dalla A di Australia alla Y di Yemen), stanno studiando come realizzarli oppure li hanno in corso di realizzazione (file Acrobat, .Pdf).

Insomma, i contagi bancari e gli altri malanni possono essere contrastati.

Molti anni fa lo spiegavano anche i Depeche Mode. Secondo Mr. Dave Gahan e soci era tutta questione di contrastare la malattia che gli bloccava la lingua "in situazioni come queste". Non ci credete? Beh, sentite direttamente la loro versione.

Nicola Borzi
nicolaborzi@gmail.com

Depeche Mode
"Shake the Disease"


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Commenti

IlSole24ore, compreso il suo blog, continua a tranquillizzare.

Le Banche italiane non sono esposte al rischio dei subprime.
I depositi interbancari sono una sicurezza per i clienti.
L'economia mondiale continuerà a crescere nonostante la crisi americana.
...e via di questo passo.

E' in queste occasioni che si vede quanto contino gli interessi degli editori.

Infatti, se foste veramente sinceri dovreste dire:

a) la crisi dei mutui subprime è una crisi di insolvenza, non di liquidità. Qualcuno non sta pagando.
b) sui mutui subprime, sono stati creati delle cartolarizzazioni molto complesse, basate su principi statistici nell'ipotesi di una mancanza di crisi di solvibilità. Peccato che questa sia una crisi di insolvibilità.
c) Le banche italiane non sono esposte direttamente ai mutui subprime. Ma non si sa...ripeto, non si sa, quanto abbiano investito nelle cartolarizzazioni complesse. Per esempio, se fossi un cliente che ha investito in obbligazioni emesse dalle banche tremerei.
d) E' tutto da dimostrare che se gli USA si fermano l'economia globale continuerà a crescere, nonostante quanto affermato dai più importanti istituti mondiali di analisi (anche qui, bisognerebbe capire che ci stanno a fare istituti di questo genere se non fanno analisi su tutti i fronti ma se si limitano a prevedere con ipotesi del tipo "sic stantibus rebus"). Basta leggere i bollettini delle banche centrali e si scopriranno capitoli interi sulla mancanza di equilibrio monetario a livello mondiale. Tutto il surplus di Cina, India, Medio Oriente e America Latina non coprono il deficit Americano. Come dire che gli Stati Uniti hanno finanziato la crescita mondiale di questi anni...fino a quando il consumatore americano è riuscito ad essere solvente.

Mi fermo qui perchè sto diventando lungo...ma si potrebbe andare avanti.

Però, voi giornalisti, se dite di fare servizio, fatelo a 360 gradi.

Per esempio, nella storia, non ancora visto un "bank run" immotivato....

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bio Nicola Borzi

  • Nicola Borzi«Così come l'incapacità di leggere la stampa era la sventura dei secoli passati, nel nostro tempo la sventura consiste nell'analfabetismo economico»

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