P come pronti contro termine
P come pronti contro termine.
Con il mercato interbancario per mesi sull’orlo della fibrillazione, come testimoniato dalle impennate del tasso Euribor, la crisi finanziaria scatenata dai mutui subprime Usa ha fatto lievitare i costi di raccolta per le banche italiane. Scartate le emissioni obbligazionarie – in crisi anche per mancanza di domanda –, ridotti al lumicino i prestiti sindacati, i pronti contro termine hanno rappresentato un canale agevole e a basso costo che ha consentito alle banche italiane (ma non solo) di finanziarsi a tassi decisamente convenienti.
«Rispetto ad alcuni anni fa queste operazioni sono tornate in gran spolvero», spiega Orietta Maggioni, responsabile Area finanza della Divisione retail di UniCredit Banca. «I Pct hanno consentito un matching ideale tra la domanda di liquidità dei risparmiatori e le necessità di raccolta delle banche. In un Paese di "BoT people" difficilmente queste operazioni usciranno di moda. Tra l’altro il prelievo fiscale sconta un’aliquota fissa del 12,5% che le rende più convenienti di altre forme di investimento. Finché la congiuntura vedrà elevati livelli dei tassi e mercati borsistici stagnanti questi prodotti conserveranno intatto il loro appeal. Ecco perché UniCredit Banca negli ultimi mesi ha lanciato un’offerta promozionale destinata alla nuova clientela o a vecchi clienti che intendono investire nuovi fondi con un tasso netto del 4% sulla durata dei tre mesi» conclude Maggioni.
Il mercato - Le ultime statistiche elaborate dall’Abi sui dati raccolti da Banca d’Italia confermano il trend. Dall’inizio del 2007 a febbraio, data dell’ultima rilevazione mensile, la raccolta di pronti contro termine è cresciuti ogni mese a un tasso annuo vicino al 18%. Lo stock di provvista ottenuto dalle banche attraverso questo canale (e quindi anche il controvalore dei contratti di pronti contro termine nei portafogli dei risparmiatori) è passato da 97,5 a 115,3 miliardi circa, seppure con qualche ondeggiamento. Un tasso di incremento che è quadruplo rispetto a quello della raccolta complessiva a breve e doppio rispetto a quello della raccolta totale, compresi gli strumenti a medio-lungo termine.
Le caratteristiche - I contratti di pronti contro termine (in inglese Repo, contrazione di repurchase agreement, accordo di riacquisto) sono operazioni nelle quali una parte vende a un’altra una certa quantità di titoli (cosiddetta operazione "a pronti") con contemporaneo obbligo di riacquisto della stessa quantità a un termine prestabilito (cosiddette operazioni "a termine") e a determinate condizioni di prezzo. In queste operazioni, normalmente, il venditore "a pronti" e acquirente "a termine" è una banca, mentre l’acquirente "a pronti" e venditore "a termine" è il risparmiatore cliente della banca. I titoli oggetto della transazione sono solitamente titoli di Stato od obbligazioni, mentre la durata dell’operazione è di solito di pochi mesi, tanto che Banca d’Italia classifica questi contratti tra le forme di provvista bancaria a breve termine.
Controlli - I controlli sui Pct sono affidati alla Banca d’Italia per quanto attiene ai loro effetti sulla stabilità patrimoniale delle banche. Nessun controllo, invece, viene più condotto sui contratti nella loro veste di strumento di investimento. Lo spiega una comunicazione Consob del 21 gennaio scorso ("Chiarimenti di natura applicativa al Regolamento Mercati in attuazione della direttiva Mifid"): «I pronti contro termine, come le altre operazioni di finanziamento tramite titoli, non sono oggetto di segnalazione alla Consob», in quanto semplici contratti che non soggiacciono alle norme sui prospetti informativi. La Consob infatti precisa anche che «l’attività di negoziazione con la propria clientela di operazioni pronti contro termine non rientra nel novero delle attività potenzialmente riconducibili all’internalizzazione sistematica, pur se svolta in maniera sistematica, frequente ed organizzata». Un buco normativo, questo, che sinora non risulta aver causato problemi ai risparmiatori. Secondo le organizzazioni dei risparmiatori sarebbe opportuno però che a questo vuoto normativo venisse posto rimedio, data la rilevanza crescente di questo genere di investimenti nel portafoglio delle famiglie italiane.
I profili di rischio - Ma quali sono i rischi di queste operazioni? Secondo la giurisprudenza, i Pct non sono soggetti al rischio emittente, in quanto la banca è comunque tenuta a riacquistare a termine il titolo oggetto del contratto al prezzo prefissato. Se dunque l’emittente di questo titolo va in default o in fallimento, il rischio è a carico della banca che si è impegnata al suo riacquisto "a termine". L’operazione è invece soggetta al rischio dell’inadempimento della controparte: vale a dire che il risparmiatore soggiace al rischio del fallimento della banca e, quindi, alla possibilità che al termine del contratto l’istituto non sia in grado di riacquistare i titoli oggetto del contratto. Evenienza, questa, sinora mai verificatasi in Italia.
L’esempio di San Marino - Per evitare problemi di ogni genere, all’estero si sono comunque regolati in altro modo. Il Direttore generale della Banca centrale della Repubblica di San Marino, nel Regolamento della raccolta del risparmio e dell’attività bancaria (file Acrobat Reader, .Pdf) varato il 27 settembre 2007 ed entrato in vigore il primo gennaio scorso chiarisce definitivamente che nelle operazioni di Pct «l’obbligo di restituzione del denaro raccolto è indipendente da qualsiasi sopravvenuto evento riguardante il valore o la negoziabilità degli strumenti finanziari oggetto dell’operazione». Una nota simile da parte di Banca d’Italia potrebbe cancellare per sempre ogni problema di ordine legale.
Insomma, è proprio il caso di dire che esiste un modo migliore per fare le cose, come rileva anche il Duca Bianco in questo pezzo.
David Bowie
"New killer star", live su France2
Nicola Borzi
nicolaborzi@gmail.com



Nicola sei un mito!
Ma come hai fatto ad agganciarci The White Thin Duke a un pezzo sui PCT?
Ma che bella sorpresa!!!
Ciao,
Espressione Regolare
Scritto da: Espressione Regolare | 27/05/08 at 02:21